IN MY HEAD, IN MY HEART



.......E ADESSO NON LO SO COSA SUCCEDERA'.......

SCHIFOSAMENTE ROMANTICA

... In questa mattina nuvolosa di agosto ho lasciato Katherine addormentata nel mio letto con una punta di invidia. Lei mi guarda con gli occhi socchiusi e mi dice "Io non so come fai". Nemmeno io lo so, dopo la serata "tranquilla" di ieri a base di chiacchiere, confidenze e birra. Abbiamo fatto mattina parlando di tutto e niente, brille e sorridenti. Si finisce sempre a parlare di uomini e oggi a mente semilucida, penso a quello che mi ha detto la mia amica: appena il cuore aumenta i battiti quando sei in presenza di un uomo.. scappa il piu' lontano che puoi. Ci vuole allenamento, mi dice lei.
Io non ci riesco a controllare i miei sentimenti, io non mi voglio nemmeno allenare a scappare via dall'amore per la paura di stare male. Bisogna viverlo, finchè si è così fortunati da sentirsi innamorati. E poi sono schifosamente romantica, che ci posso fare.. Colpa dei film, del mio dna o forse solo perchè mi disegnano così.

COMPARTIR II

E dire che non sono una troppo precisina, mi faccio andare bene tutto ma così è troppo... passo il mio tempo libero a pulire la merda degli altri. E scusate se scrivo parolacce ma CAZZO non ce la faccio più.
E mi lamento con loro che mi danno ragione mi dicono "Si, prendiamo qualcuno che pulisca da ora, non da settembre, la casa fa schifo", ma sanno che ad agosto loro saranno in vacanza. E chi rimarrà a casa a vivere nello sporco più totale? L'unica che fino adesso ha mosso un dito per 1. togliere centimetri di polvere incrostata che ricoprivano ogni cosa. 2. Sturare i lavandini e le docce, togliere con le mani palle di capelli di chissachì dagli scarichi mioddddio vomito solo a ripensarci. 3. Pulire la lavatrice che invece di lavare sporcava i vestiti. 4. Debellare sciami di farfalline del cibo che infestavano i cassetti 5.Comprare stoviglie nuove e pentole nuove onde evitare che ci venga a tutti un cancro allo stomaco 6. Lavare i vetri per riuscire a vedere fuori,mi sembrava di essere a Milano a novembre, con la nebbia.. 7. Passare ogni minuto della pausa pranzo a pulire lo schifo che lasciano gli altri. Quelli di adesso e quelli che c'erano prima, che hanno passato 3 anni qui senza MAI pulire. MAI!
E basta.
E uffa.
E ho bisogno di sfogarmi, scusate.
Questa casa nuova sarebbe perfetta... se solo fosse pulita e io NO non aspetto settembre.
Stasera riunione tra compagni d'appartamento, sto sclerando. E sono pure in astinenza da nicotina.
Tremate...

BLU BALCONE

Ho trovato il mio angolo della casa dove fare pensieri dolci, dove poterli ingarbugliare... e voglio che questa caldissima estate barcellonese duri in eterno. Questo e' quello che attraversa la mia mente ora che sono seduta sul balcone della mia stanza in Gran de Gracia, con la musica in un orecchio e il rumore del traffico nell'altro. I rumori di questa città non mi abbandonano mai. Mi parla, sottovoce.
Luce azzurra esce dalla finestra e tre candele bruciano vicino alle mie gambe, mi guardo in giro e vedo squarci di piccoli mondi altrui attraverso le finestre dei palazzi difronte a me; mi e' sempre piaciuto osservare la vita degli altri da lontano.Forse in questo momento qualcuno sta guardando la mia: guarda la ragazza con il viso illuminato dallo schermo del pc e si chiede che cosa mai starà scrivendo. Scrivo di te, ci credi?

MULTICOLORE

Luci multicolori escono dalla finestra della mia stanza stasera, ho un colore per ogni stato d'animo, una sfumatura per ogni pensiero che lo accompagna, una canzone per ogni farfallina che mi svolazza nella pancia. Ancora una notte senza sonno nella stanza di Gran de Gracia, con la musica mai abbastanza alta per coprire il rumore delle moto che corrono sotto al mio balcone.
Penso a quando ero piccola, a quando mio padre per la disperazione si inventava le favole pur di farmi addormentare, lui, insonne stagionale ed io, piccola principessa innamorata dei suoi racconti che facevo di tutto per non prendere sonno, curiosa di sapere come andava a finire la storia. Racconatmi una storia ed io proverò a raccontarti la mia. Stanotte.
La notte tutte le emozioni sembrano amplificate, la notte le distanze sono piu' corte, ti sento qui quando ti penso.
E' come se il buio avesse il potere di intensificare ogni cosa, forse perché con poca luce bisogna sforzarsi di più per vedere bene, ma quando i tuoi occhi si abituano all'oscurità allora ogni cosa appare così chiara... la notte so esattamente cio' che voglio.
Ma durante il giorno torna la confusione che mi porta vedere le cose alla luce del sole, troppo forte il riflesso negli occhi per riuscire a distinguere quello che al buio riuscivo a vedere per ciò che era, i contorni non sono ben definiti, troppi raggi di luce mi stordiscono.
Fammi tornare qui, nella mia stanza, in una notte perpetua, con i pensieri illuminati da una soffusa luce multicolore.

BE NORMAL


MusicPlaylistRingtones



Non riesco ad addormentarmi stanotte, cerco su google qualche rituale per eliminare attraverso la respirazione tutta la caffeina che ho buttato giù nel pomeriggio, la nicotna, i carboidrati; qualcuno sa come eliminare i pensieri che frullano nella mia testolina malata? Posso rilassarmi e fare in modo che il mio battito cardiaco diminuisca di frequenza, ma i pensieri... quelli non si fermano mai.
Sognare senza dormire, è l'unica cosa che so fare stasera, la cosa che mi riesce più naturale, con questa canzone in repeat. Milosh- Simple People

FULL MOON MOOD

Stasera è la prima in cui mi sento davvero a casa qui.
Sono state settimane scombussolate queste , ho cambiato lavoro, ho cambiato ritmo di vita, ho quasi cambiato situazione sentimentale su facebook, ho cambiato casa; ho traslocato da sola portando avanti e indietro in metropolitana un trolley e un bustone blu dell'ikea,quelli enormi dove ci puoi mettere dentro un'infinità di cose e alla fine pesano più di te. Non che ci voglia molto,è cambiato anche il mio peso da quando sono qui, il problema ho cambiato alimentazione... è che si smette di mangiare e si inizia a nutrirsi quando ci si trova a dover cucinare solo per se stessi.
E ora sono qui, con la mia musica nelle orecchie (Charlotte Gainsburg canta e pettina i miei pensieri), circondata dalle mie cose, mezza avvolta nelle lenzuola nere che cerco il sonno che mi manca.
Sarà la luna piena, sono sempre starna quando c'è la luna piena.
Voglio davvero che questa sia la mia casa ... voglio vivere Barcellona, ora, come la mia casa.

RITORNO E VIA

Appena sono scesa dal treno ho respirato e ho sentito l'odore di Shittown.
Non mi ero mai accorta che la mia vecchia citta' avesse un odore tuttto suo, forse solo chi ci torna dopo mesi e' in grado di sentirlo; non mi ha sorpreso rivedere il famigliare paesaggio, sono rimasta basita perchè' l'ho riconosciuta dall'odore. Non ha una puzza in particolare, Shittown sa di casa, anche se non vorrei fosse cosi'.
Dopo aver guidato con la testa completamente fottuta su qualche nuvola grigia ho recuperato coscienza solo quando mi sono resa conto di dove mi avevano portata i miei pensieri: ero davanti alla porta del garage della mia vecchia casa. Dovevo andare da tutt'altra parte.
Shoccata, triste, confusa; tornare in Italia dopo 4 mesi e affrontare un lutto in famiglia e' stato surreale, e' stato un incubo. Un fulmine a ciel sereno. Arrivare aspettando di vedere i sorrisi dei tuoi cari e partire ingoiando lacrime che non vogliono smettere di scendere.
Sto facendo mille riflessioni sulla vita e sulla morte, ma non le condividero' con voi, sono ancora troppo arrabbiata con il mondo e con un dio che non esiste, rischierei di apparire cinica e non fa parte della mia natura.
Ero impaziente di tornare qui, nella mia calda Barcelona, per fare finta che fosse stato solo un brutto sogno, che la prossima volta che tornerò in famiglia sarà tutto come prima. Ma è impossibile, mi sono portata dentro troppo dolore per riuscire a scappare dalla realtà.

LOVE ME IF YOU DARE

Qualche giorno fa ti ho confessato che era tanto che non piangevo e che ero arrivata al limite, stavo guardando la realtà con gli occhi lucidi.
Ora andrà meglio... per un po'.
Grazie del consiglio Mia.

LA CRISI

I pod su "brani casuali" e questa non l'avevo mai sentita. Neanche a farlo apposta, all'alba sul 46, mentre il sole era una palla rossa enorme da un lato e la luna una palla bianca nel cielo azzurro del mattino dall'altra.

LA CRISI- Bluvertigo

Sto vivendo una crisi
e una crisi c'è sempre ogni volta che qualcosa non va
sto vivendo una crisi
e una crisi è nell'aria ogni volta che mi sento solo
so che rimarrò distratto per un po'
quindi rimarrò altrettanto distante
quando inizia una crisi è un po' tutto concesso
quasi come a carnevale
quando è in corso una crisi dimentico tutto
e posso farmi perdonare
so che rimarrò un po' assente da scuola
e forse non andrei nemmeno al lavoro
quando arriva una crisi riaffiorano alcuni ricordi
che credevo persi
cosa penso di me cosa voglio da te
dove sono cosa sono e perchè
ho il sospetto che non sia un buon esempio
camminare a un metro e mezzo da terra
molto spesso una crisi è tutt'altro che folle
è un eccesso di lucidità
sta finendo la crisi e ogni volta che passa una crisi
resta qualche traccia
infatti ultimamente rido per niente
e non mi nascondo più facilmente
e malgrado sembri male
cambia solo il modo di giudicare

LO ZOO

Giulia è arrivata all'aeroporto di sera, ho fatto un elenco dei posti dove volevo portarla certa che ne avremmo visti solo la metà, un po' per questioni di tempo, un po' perchè il mio acuto senso dell'orientamento ci avrebbe portate da tutt'altra parte.
"La città è splendida" le ho detto "ma la cosa che mi piace di più qui è fermarmi a guardare la gente, è come fare un giro allo zoo" . Tu cammina dalla Barceloneta a Marbella e incontrerai le persone più strane che ti possano capitare, Barcellona è piena di gente stramba, gente che vive "sul lato oscuro della luna" . Che sia per il clima, o perchè si trova nel punto perfetto dell'Europa dove portare la propria pazzia, fatto sta che in questa città ci sono così tante specie di pazzi come da nessun'altra parte al mondo. E io ne faccio parte. Non ho ancora ben capito da che parte della gabbia sto...

READING ON THE 46

A veces, el destino se parece a una pequeña tempestad de arena que cambia de dirección sin cesar. Tú cambias de rumbo intentando evitarla. Y entonces la tormenta también cambia de dirección, siguiéndote a ti. Tú vuelves a cambiar de rumbo. Y la tormenta vuelve a cambiar de dirección, como antes. Y esto se repite una y otra vea. Como una danza macabra con la Muerte antes del amanecer. Y la razón es que la tormenta no es algo que venga de lejos y que no guarde relación contigo. Esta tormenta, en definitiva, eres tú. Es algo que se encuentra en tu interior. Lo único que puedes hacer es resignarte, meterte en ella de cabeza, taparte con fuerza los ojos y las orejas para que no se te llenen de arena e ir atravesándola paso a paso. Y en su interior no hay sol, ni luna, ni dirección, a veces ni siquiera existe el tiempo. Allí sólo hay una arena blanca y fina, como polvo de huesos, danzando en lo alto del cielo. Imagínate una tormenta como ésta.
Y cuando la tormenta de arena haya pasado, tú no comprenderás cómo has logrado cruzarla con vida. ¡No! Ni siquiera estarás seguro de que la tormenta haya cesado de verdad. Pero una cosa sí quedará clara, Y es que la persona que surja de la tormenta no será la misma persona que penetró en ella. Y ahí estriba el significado de la tormenta de arena.

COMPARTIR

Adesso vado fuori e lo uccido, lo butto giù dal balcone, dieci piani in caduta libera. chisssà che suono fa quando si schianta a terra, le vecchiette con il loro carrello della spesa che noncuranti gli passano attorno, attente a non sporcarsi come se fosse una cacca. Lo so sono incattivita ma ho dormito 4 ore stanotte e lui lo sa che quando torno a casa dal lavoro ho bisogno di almeno un'ora di tranquillità. No, lui che si sveglia 5 ore dopo di me non capisce, lui si deve piazzare in balcone fuori dalla porta della mia stanza a parlare al telefono con chissà chi in Germania e sbraita e ride. Ride come un coglione. La risata sembra quasi umana prima che inizi a fare quella specie di risucchio, lo fa tre o quattro volte per poi ricominciare ad urlare. Non lo sopporto oggi, dovrei uscire e dirgli qualcosa.... Che rabbia, sono troppo stanca, troppo intollerante.
Questo è ciò che capita a chi vive in un piso compartido, un appartamento condiviso. Non l'ho scelto io di vivere con questo qui fuori. Mi è toccato, causa di qualche sfiga Karmica...
Ha messo giù... silenzio.
Come si dice buonanotte stronzo in tedesco?

L'ASSENZA

"Ma nessun grande amore finisce del tutto. Si può tentare di ucciderlo a colpi di pistola oppure chiuderlo in fondo ad un cassetto nascosto del nostro cuore, ma è furbo: sa come mettersi in salvo. Può darsi che riesca a trovare una via d'uscita e torni a stravolgerci la vita proprio quando siamo strasicuri che sia morto o, quanto meno, al sicuro sotto un mucchio di altre cose."
J. Carroll

OVER

Ho camminato sotto il diluvio ascoltando i Portishead, è stato surreale.
Un giorno qualcuno mi ha detto che ci sono canzoni che contengono risposte se ascoltate nel momento giusto.

OVER

I can't hold this state,
Anymore,
Understand me,
Anymore.
To tread this fantasy, openly,
What have I done.
Oh, this uncertainty,
Is taking me over.
I can't mould this stage,
Anymore,
Recognize me,
Anymore.
To tread this fantasy, openly,
What have I done.
Oh, this uncertainty,
Is taking me over,
Is taking me over.
To tread this fantasy, openly,
What have I done.
Oh, this uncertainty
Is taking me over,
Is taking me over,
Is taking me over.
Oh It's all over, yeah,
Oh It's all over, yeah

LA RAGAZZA CON IL TUTU'


L'hai vista anche tu?
Erano le 7.30 A.M. ed era seduta da sola in metro, con il suo tutù e il cappuccio della felpa tirato sulla testa, qualche ciocca di capelli rossi bagnati appiccicati al viso.
Sembra una scena di un film: lei tra tutta questa gente appena sveglia che sta andando al lavoro, solo cravatte e tailleur intorno; certo, per lei la notte non è ancora finita ma è martedì mattina per tutti gli altri. E' l'unica a scendere alla fermata. Se la guardi ha un mezzo sorriso, adora il fatto che nessuno si curi di lei, adora sentirsi diversa. E cammina verso casa per andare a sognare.

LOOKING AROUND

Vivere questa città ed avere tanti occhi.
Non solo per guardare le meraviglie che ti stanno intorno ma anche per guardare le mille vite che incroci per strada ogni giorno.
Persone che stanno vivendo le stesse ore, la stessa città che vivi tu ma in maniera completamente differente...con un'intesità diversa, ognuno con la sua storia. Le differenze sono talmente nette qui che è impossibile non notarle.
Può capitarti che appena finito di lavorare, ti ritrovi ad un after in uno scantinato che dura ormai da quasi 24 ore, c'è gente che decide di vivere così, ballando. Poi vai fare una telefonata ad un locutorio e seduti a fianco a te, divisi solo da 2 cm di cartongesso ci sono un indiano, un asiatico e una donna araba con 5 bambini che chiamano il loro paese, la donna sta piangendo mentre tu sorridi alla persona che è al telefono con te.
Esci in strada: studenti esaltati, signore annoiate, pazzi che parlano da soli, chi suona, chi canta, chi si bacia, chi cammina veloce, chi sfila portafogli dalle tasche, chi fa della strada la sua casa.
Ed io,con la mia piccola storia. Niente più che un puntino in questo formicaio di cui faccio parte.

NOVITA'

Non si finisce mai di imparare: nuove parole, nuovi modi di sorridere, nuove strade da percorrere, nuovi modi di appendere mutande ad un appendino. Il lavoro da Etam mi piace un sacco e mi fa provare emozioni da notte prima di un compito in classe.
Appena arrivata, indossando una camicetta nuova bianco candido comprata appositamente per il primo giorno di lavoro scopro che bisogna lavorare in total black... Perfetto.
Ho scoperto anche che ci sono mille tipi di reggiseno ognuno con un nome diverso e taglie che non capisco per niente.
Sono stata catapultata sul pianeta Lingerie...
Dopo solo 4 ore e la testa piena di nuove nozioni mi sono sentita stanca ma felice, confusa ma soddisfatta. Ho preso la metro in trance, pensando al futuro e alle novità, con la colonna sonora del nuovo album dei Depeche Mode, che non riesco a smettere di ascoltare, no no no.

ROUTINE

Si aggiunge una tassello al puzzle che è la mia vita qui. Finalmente è arrivata la telefonata che stavo aspettando: ho trovato lavoro, la mia vacanza forzata finisce lunedì.
Sono curiosa di scoprire cosa succederà adesso che anch'io avrò una routine quotidiana, chissà se sarà diverso da come mi sentivo a Shittown ogni volta che la sveglia mi urlava nelle orecchie che era ora di alzarsi e ripetere sistematicamente gli stessi gesti, le stesse parole ogni giorno.
La routine dà stabilità, ma quando si ha la sensazione di vivere costantemente la stessa giornata, come stava succedendo a me, allora bisogna dare una svolta nel limite del possibile alla propria vita o si rischia di invecchiare prima del tempo.
Certo, potrete dirmi che vivere una routine da una sensazione di sicurezza, di equilibrio; io il mio equilibrio lo trovo quando la mia giornata è fatta di piccoli piacevoli imprevisti, cambi di programma, novità. Per questo sono contenta di lavorare in un aeroporto, dove tutto si muove, dove non si vede mai due volte la stessa faccia, dove la gente si sente diversa perchè è pronta per fare un viaggio, non importa dove, non importa perchè... in un attimo sei qui e 10 minuti dopo sei a migliaia di metri d'altezza sospeso nel vuoto.
Anch'io negli ultimi mesi mi sono sentita chiusa nel mio aeroporto personale, in preda a mille emozioni, pronta a partire.
E adesso si.
Partiamo.

FORCED LANDING

Atterraggio forzato dopo qualche giorno passato camminando a qualche centimetro da terra.
Da quando sono arrivata qui ho fatto di tutto per non cedere alla malinconia, rischiando di dimenticare quanto sia bello perdersi dentro un altro sguardo. Adesso lo ricordo, adesso le sensazioni sono tutte troppo vivide per non sentire un grande vuoto nel cuore. Ma si va avanti, di mese in mese, aspettando di rivederti per ridere insieme fino alle lacrime, per andare in giro tenendosi la mano, per sognare, per assaporare qualche sensazione chimica, per sentirci piccoli, per vivere la città che adoro con te.
A presto G.

TRANQUILLI!

Mi conoscete, sapete che il mio umore va in altalena, che sono meteopatica e quando piove mi viene da piangere ma state tranquilli, oggi ho dinuovo il sorriso stampato in faccia.
Ho fatto un colloquio questa mattina e incrocio le dita. Fatelo anche voi!
Voglio rassicurare mia Zia che mi ha fatto un cazziatone.com sulla mia casella di posta elettronica; le palle vanno e vengono ma ci sono, non ti preoccupare, sono felice di aver preso la decisione di vivere qui, solo che la pazienza, dopo 3 settimane, ogni tanto viene a mancare...
Quello che non manca mai è la voglia di sognare, non per altro uno dei mei tatuaggi dice "dream on". E continuo a sognare, sempre.

SEGHE MENTALI DEL PRIMO POMERIGGIO


Mentre le nuvole grigio piombo mangiano i pochi raggi di sole che tentano di attraversarle, io mangio nervoso a grandi morsi e il senso di colpa divora me, il mio telefono viola resta immobile. Non un trillo.
Voglio che mi chiamino per il secondo colloquio, voglio lavorare.
Fare niente è bello finchè hai qualcosa da fare... Sembra un controsenso ma è così.
Apro la pagina di infojobs almeno 10 volte al giorno, invio curriculum, controllo la posta. Niente. Allora esco, faccio la spesa, cucino anche se non ho fame, ho bisogno di tenermi occupata per non pensare alla paura fottuta che ho di deludere me stessa, di aver creduto così saldamente in qualcosa che forse doveva rimanere solo un sogno. So bene che non è colpa mia, che sono qui da poco, che c'è crisi ecc, ma non posso fare a meno di sentirmi in colpa oggi.
Scrivere mi fa stare più tranquilla, è come se le mie paranoie scivolassero dalla mia testa allo schermo e ne rimanessero imprigionate. Perdipiù mi faccio male ascoltando musica malinconica.
Non va.
Scuoto la testa come per togliermi di dosso i pensieri negativi, dovreste vedermi, dubitereste seriamente della mia sanità mentale, ma questa è la mia personale maniera di reagire alle paturnie di oggi.
Ora esco,vado esplorare qualche strada nuova. E mi porto dietro i curriculum.

DENTRO AI MIEI VUOTI

Impalcature spartitraffico, fari alonati blu monossido
Due solitudini si attraggono: tu chi sei?
Come due intrusi che sorvolano le tangenziali dell’intimità
Fiutando diffidenze e affinità. Resta qui!
Da quanto siamo qua non chiederlo,
Dalle finestre luci scorrono,
Lenzuola stropicciate ...che ora è?
Stai con me!
Se c’è un motivo trovalo con me
Senza ingranaggi senza chiedere perché.
Dentro i miei vuoti puoi nasconderti,
Le tue paure addormentale con me
Se c’è un motivo.
Due solitudini si avvolgono
Due corpi estranei s’intrecciano
Duemila esitazioni sbocciano
Stai con me.
Se c’è un motivo trovalo con me
Senza ingranaggi senza chiedere perché
Dentro i miei vuoti puoi nasconderti,
Se c’è un motivo trovalo con me.
Senza ingranaggi senza chiedere perché
Dentro i miei vuoti puoi nasconderti.
Le tue paure addormentale con me
Le tue paure addormentale con me
Le tue paure addormentale con me
Le tue paure addormentale con me
Le tue paure addormentale con me
Se c’è un motivo ...

SOVRAPPENSIERO

La mia mente ultimamente è sempre impegnata a macinare pensieri. Non riposa un attimo, mi guardo in giro, cerco senza grandi risultati di orientarmi nella nuova città dove vivo, penso al lavoro che farò, alla primavera che è alle porte, mi faccio film in testa su quella che  potrebbe essere la mia vita qui una volta trovato il mio equilibrio. Non voglio trovare il tempo per la malinconia...
Sapevo che prima o poi sarebbe capitato: stamattina alle 7 mi sveglio con la tremenda sensazione di aver lasciato indietro qualcosa di importante, di aver dimenticato qualcosa di vitale importanza. Stavo sognando la mia  micia prima di svegliarmi, ho sognato che  non mi riconosceva più. E' bastato questo per farmi pensare a casa, alla mia casetta, a G., alla mia famiglia, alle mie amiche, a tutto quello che ho lasciato decidendo di venire a  vivere qui. Panico. Sconforto. 
C'è qualche strana regola secondo cui le sensazioni vengono amplificate a mille quando si è coricati in un letto al buio. 
Mi sono dovuta alzare e fumarmi una sigaretta sul terrazzo mentre albeggiava, poi mi sono riaddormentata, finalmente sogni tranquilli. 
Buongiorno ancora, Barcellona.

DELIRIOUS

Basta con i libri di Chuck Palahniuk per un po', i miei sogni sono sempre più deliranti, grotteschi. Sogno pizzo di colore blu elettrico e sangue, fucili e auto sportive, risa e follia, una scatola piena di occhi verdi che mi guardano dentro, porte che si aprono e si chiudono velocemente alle mie spalle, meduse, il buio, un respiro affannato, un eclisse di sole.
E mi sveglio in una grigia giornata di pioggia.