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IN SALDO


Non avevo mai odiato i saldi, anzi, che felicità poter spendere (quasi) senza rimorsi!
Ho in mente quest'immagine di me un anno fa, una domenica pomeriggio in centro con un'amica a fare spese: chissenefrega della gente, delle code alle casse, di dover cercare la maglietta che piace a me in una specie di monte Everest di tessuto, fare shopping mi piace. Ricordo anche che guardando le poverine che cercavano invano di mettere ordine nel negozio avevo pensato "Nemmeno se mi pagassero il doppio del mio stipendio lavorerei in queste condizioni, poverine..."
Ecco, io ora sono al loro posto con la differenza che prendo la metà dello stipendio che guadagnavo prima.
E mi sorprendo di quanto possono essere sadici i miei pensieri.
IO ODIO I SALDI. Odio la gente che sa tirare fuori il peggio di me, che dovrebbe prendere lezioni su S,M,L, che mi chiede qual'è il prezzo giusto tra quello sull'etichetta e quello sul cartellino con scritto -50%, che cerca la taglia L nella pila delle S buttando per aria tutto quello che ho appena piegato. PURO ASTIO.
Il primo giorno di saldi ho lavorato 12 ore non stop. Vi è mai capitato di sciare tutto il giorno e la notte, prima di addormentarvi, avere ancora la sensazione di sciare? Io chiudo gli occhi e vedo magliette, mutande, etichette assassine.
Ma almeno ho un lavoro in questi tempi di crisi nera per la Spagna, non dovrei lamentarmi ma questo blog è la mia valvola di sfogo, fatemelo fare....

COMPARTIR II

E dire che non sono una troppo precisina, mi faccio andare bene tutto ma così è troppo... passo il mio tempo libero a pulire la merda degli altri. E scusate se scrivo parolacce ma CAZZO non ce la faccio più.
E mi lamento con loro che mi danno ragione mi dicono "Si, prendiamo qualcuno che pulisca da ora, non da settembre, la casa fa schifo", ma sanno che ad agosto loro saranno in vacanza. E chi rimarrà a casa a vivere nello sporco più totale? L'unica che fino adesso ha mosso un dito per 1. togliere centimetri di polvere incrostata che ricoprivano ogni cosa. 2. Sturare i lavandini e le docce, togliere con le mani palle di capelli di chissachì dagli scarichi mioddddio vomito solo a ripensarci. 3. Pulire la lavatrice che invece di lavare sporcava i vestiti. 4. Debellare sciami di farfalline del cibo che infestavano i cassetti 5.Comprare stoviglie nuove e pentole nuove onde evitare che ci venga a tutti un cancro allo stomaco 6. Lavare i vetri per riuscire a vedere fuori,mi sembrava di essere a Milano a novembre, con la nebbia.. 7. Passare ogni minuto della pausa pranzo a pulire lo schifo che lasciano gli altri. Quelli di adesso e quelli che c'erano prima, che hanno passato 3 anni qui senza MAI pulire. MAI!
E basta.
E uffa.
E ho bisogno di sfogarmi, scusate.
Questa casa nuova sarebbe perfetta... se solo fosse pulita e io NO non aspetto settembre.
Stasera riunione tra compagni d'appartamento, sto sclerando. E sono pure in astinenza da nicotina.
Tremate...

COMPARTIR

Adesso vado fuori e lo uccido, lo butto giù dal balcone, dieci piani in caduta libera. chisssà che suono fa quando si schianta a terra, le vecchiette con il loro carrello della spesa che noncuranti gli passano attorno, attente a non sporcarsi come se fosse una cacca. Lo so sono incattivita ma ho dormito 4 ore stanotte e lui lo sa che quando torno a casa dal lavoro ho bisogno di almeno un'ora di tranquillità. No, lui che si sveglia 5 ore dopo di me non capisce, lui si deve piazzare in balcone fuori dalla porta della mia stanza a parlare al telefono con chissà chi in Germania e sbraita e ride. Ride come un coglione. La risata sembra quasi umana prima che inizi a fare quella specie di risucchio, lo fa tre o quattro volte per poi ricominciare ad urlare. Non lo sopporto oggi, dovrei uscire e dirgli qualcosa.... Che rabbia, sono troppo stanca, troppo intollerante.
Questo è ciò che capita a chi vive in un piso compartido, un appartamento condiviso. Non l'ho scelto io di vivere con questo qui fuori. Mi è toccato, causa di qualche sfiga Karmica...
Ha messo giù... silenzio.
Come si dice buonanotte stronzo in tedesco?

6.45 A.M.

A quest'ora Kali esce di casa.
Dopo doccia, colazione a base di thè verde (che fa bene) e 40 biscotti (che fanno bene solo al colesterolo), trucco e parrucco è ora di lasciare dietro alla porta la temperatura caraibica della mia casetta e affrontare il freddo delle prime ore della giornata.
Stamattina ho scoperto quanto è bella Shittown quando dorme, con le strade buie. Ci sono solo io che cammino al ritmo della musica che mi sta suonando nelle orecchie e i netturbini che a quell'ora sono già al secondo campari col bianco.
Amo camminare in via Italia a tempo di musica, arricciare la bocca e fare di si con la testa quando ascolto un pezzo che mi piace.
Nessuno mi vede, sono invisibile.

ISTINTO OMICIDA AD ALTA QUOTA


Guardo fuori dal mio finestrino ovale, oltre l'ala dell'aereo la scritta gialla 'Barcelona' mi saluta. Io mi sto trattenendo. Il sangue che mi scorre nelle vene è acido muriatico.
"Perchè l'aereo fa questo rumore? Oh, io ho paura, non è che poi cade?"
"Per dio! Stai zitta Carla che porti una sfiga..."
"Dove hai messo la mia carta d'identità, io l'ho data a te! Mi predi in giro? Eh? Guardami quando ti parlo!"
" Pensa che non abbiamo mai litigato..." "Si, siamo stati via solo 3 giorni!"
"Mi hanno detto che in Italia nevica"
"Che ladri! E poi lo chiamano Duty Free! Ma io lo pago meno sotto casa! Se ne approfittano!"
"Basta Camilla, smettila di frignare!"
Frammenti di discorsi tra le urla dei bambini, le risate, la puzza schifosa che esce dalla bocca di chi ha mangiato paella all'aglio e di chi ha passato il pomeriggio a sbronzarsi di sangria.
Questo era l'aereo prima del decollo.
Viaggio frequentemente da quando ho 15 anni e non ho mai sopportato i viaggi di ritorno, mi viene la rogna, odio profondamente Carla, Camilla e tutti gli altri zombie che salgono sull'aereo con me. Un odio viscerale. Non mi piace non poter ascoltare la mia musica ed essere obbligata ad iniettarmi nei timpani le loro cazzo di lamentele, i loro racconti sulla vacanza, le loro stronzate.
Solo quando l'aereo ha iniziato e traballare per le turbolenze e l'aria si è riempita di un silenzio fatto di tensione ho chiuso gli occhi e sono riuscita a riposarmi. Ho sognato che il tipo di fianco a me aveva la lingua biforcuta... Atterraggio. 
Il tipo della lingua biforcuta mi dice "Che bel tempo ci accoglie!" Io lo mando affanculo con lo sguardo. 
La neve. Ancora Shittown. La mia micia non mi saluta più. Ho passato la nottata a rigirarmi nel letto nonostante la melatonina,  ho bagnato il cuscino di lacrime. 
Oggi ho gli occhi gonfi come quelli di una rana.
Bentornata a casa, Kali.


EYES ON ME


La gente mi guarda strano oggi.
Ho appeso alla porta del negozio il bigliettino "Torno subito!" e ho fatto una corsa in Via Italia,  la via pedonale di Shittown, per andare a comprare un regalo all'ultimo minuto. 
Un fuoco incrociato di sguardi, oggi c'è il sole e c'è un sacco di gente in giro. 
Occhi che mi fissano per un istante, accompagnati da un'espressione indecifrabile e quando incrociano il mio sguardo si abbassano automaticamente.
Ad un certo punto mi sono sentita intrappolata in uno di quei sogni incredibilmente reali in cui ti ritrovi a camminare per strada nuda, ho anche controllato se per caso, durante la fase zombie della prima ora dopo il risveglio, mi ero dimenticata di mettere la gonna. Abbasso gli occhi e per fortuna era lì, poco più che una cintura di jeans, ma c'era. 
Allora mi chiedo, che cosa avete da guardare in quel modo?
Mi sono tormentata con questo interrogativo e sono giunta alla conclusione che forse gli abitanti di Shittown, piccoli e grigi, non sono abituati a vedere una ragazza che cammina con un sorriso sulle labbra. Mi sento felice oggi e non voglio tenere solo per me questa sensazione.

MAI COME VOI

Non riesco a smettere di ascoltare Apparat oggi. Quest'uomo è un genio.
Nel mentre guardo come al solito attraverso la vetrina del negozio,come se fosse la cornice di un triste quadro in movimento: cielo grigio, gente con l'ombrello, un cane che fa pipì sul cerchione di una macchina parcheggiata, una signora impellicciata con la faccia al botox che mi guarda per un attimo prima di andare via, chissà cosa sta pensando...
Negli ultimi giorni mi sono accorta di avere una sorta di calamita per i lamentosi, o forse sono tutti così e io ho avuto il dispiacere di incontrarne solo un campione sul mio posto di lavoro. 
Forse è una punizione divina.
Sono tutti pronti a lamentarsi con la prima estranea che fa un sorriso di circostanza; chi si lagna di questa città, chi del tempo, chi della propria salute, chi dei  figli, chi del marito... si danno appuntamento qui e mi raccontano i fatti loro. Che io non voglio sapere, mi viene l'angoscia! 
Tenetevi i vostri rimpianti per voi. Io non sono vostra amica, io non posso darvi consigli, andate da uno psicologo! 
Io non vi voglio sentire, non mi interessa il vostro punto di vista sulla crisi, sul tradimento, sulla vita e la morte. 
Io non sono e non sarò mai come voi.

CHE TEDIO!


Concerto annullato sabato sera, non ci potevo credere, risultato: ho passato una serata del cazzo; inutile stare a Torino perché se si resta si va a ballare e se si va a ballare si beve e se si beve stai sicuro che ti fermano e ti ritirano la patente. 
Allora si torna a casa, si discute, si va a letto con il muso e il magone... 
Tutti quelli che mi conoscono sanno quanta voglia ho di andarmene via da questo posto e se sabato sera mi avessero offerto un biglietto di sola andata per Barcellona sarei salita sull'aereo e non sarei più tornata. 
Mi annoio qui. Mi annoio nonostante abbia sempre tanto da fare, ho la sensazione di lasciare indietro qualcosa, ho la certezza che se resto a Biella invecchierò prima del tempo e solo l'idea mi terrorizza.
Non voglio. Non devo. 
E' stato un week end strano questo, non mi ci abituo agli alti e bassi, gioisco per la gioia di chi mi sta vicino ma non riesco a venire fuori da questa aura di insoddisfazione che mi circonda. 
E' un problema mio, lo so, smettete di ripetermelo, ma non c'è cosa più antipatica che starsi antipatici da soli. Riesco ad essere così aggressiva e negativa a volte che non mi riconosco, e siete voi a pagarne le conseguenze, perché potrei sbranarvi solo per avermi detto un "ciao" con un'inflessione che mi pare offensiva. Se i clienti che entrano nel mio negozio potessero leggere i miei pensieri omicidi potrei anche chiudere bottega. 
Quindi, se per caso mi vedete triste non provate a consolarmi e se sono nervosa ignoratemi. Poi mi passa, è solo il mio umore che si fa un giro in altalena. Molto mr.Hyde, il mio umore ha una grossa autonomia gestionale e se ne frega altamente del dr.Jekill che c'è dall'altra parte... mi sembra di girare a vuoto dentro ad un quadro di Esher...sali e scendi, ma tiritrovi sempre nello stesso punto.
Ma il tempo aggiusta tutto.
No?
Non ci credo nemmeno io.

SMILE

I Massive Attack accarezzano le mie orecchie con Safe from Harm.
Sono al lavoro, è domenica, il negozio è tristemente vuoto e la gente che vedo attraverso la vetrina non mi piace. Mi sembrano tutti grigi in viso e io ho bisogno di sorrisi.
In questi giorni ho letto da qualche parte che la felicità è contagiosa, che da un sorriso si potrebbe scatenare un'epidemia. Evidentemente i miei sorrisi stitici di circostanza a chi entra in negozio non sono sufficienti,forse perchè sono io la prima ad essere finta. 
Ho un terribile bisogno di ridere non solo con la bocca ma anche con gli occhi,con il cuore e con la pancia.