17 Maggio 2010
Ridendo e scherzando, andando e vedendo, vivendo e sclerando ma soprattutto ballando, sono arrivati i 30.
Solo un anno in piu', o uno in meno, dipende dalla prospettiva.
Se 10 anni fa mi avessero chiesto di descrivere la mia vita a 30 anni sarei stata indecisa tra due possibilita': o 3 metri sotto terra o camminando a 3 metri da terra. Oggi dico con un sorriso sulle labbra che sono molto piu' vicina alla seconda possibilita', a sostenermi svolazzante dal suolo e' l'amore delle persone che fanno parte della mia vita.
E quindi e' a voi che scrivo oggi, perche' non e' solo la mia festa, ma anche la vostra: ognuno di voi, chi piu' chi meno, mi ha regalato qualcosa: un sorriso, una carezza, un consiglio, una risata, una spalla su cui piangere, un calcio in culo ben dato quando lo meritavo. Siete parte di me, oggi regalo ad ognuno di voi un pezzettino del mio cuore.
L'idea era di fare una lunga lista di nomi delle persone a cui dedico questo post, ma credo sia meglio affidarmi alle tue sensazioni. Sono sicura che se leggendomi hai ricordato qualcosa di bello... beh, allora questo post e' per te.
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UN ANNO ESATTO
365 giorni fa, a quest'ora stavo sorseggiando vino rosè sulla terrazza di un hotel in centro a Barcelona con mia madre e le stavo confessando i miei desideri piu' segreti; le ho parlato della voglia di fare un grande passo che mi avrebbe cambiato la vita, le ho parlato della paura ad abbandonare le certezze per inseguire qualcosa che era più di un sogno.
Le ho detto di aver deciso di seguire un istinto, di aver capito che la mia vita sarebbe sempre stata così: non è il cuore che decide, non è la testa... seguo quello che mi dice la mia pancia, sono impulsiva e testarda, se mi metto in testa una cosa non mi do pace finchè non la ottengo.
E un minuto fa, al telefono proprio con lei, ho detto "Lo vedi, sembrava impossibile invece a distanza di un anno la mia vita ormai è qui e la cosa bella è che sento di essere padrona della mia vita. Ho davvero fatto la cosa giusta, Mà" .
Non mi stancherò mai di ripeterlo, da animali quali siamo, dovremmo ricordarci di seguire di più il nostro istinto. Chiudere gli occhi, tapparci le orecchie e SENTIRE.
Le ho detto di aver deciso di seguire un istinto, di aver capito che la mia vita sarebbe sempre stata così: non è il cuore che decide, non è la testa... seguo quello che mi dice la mia pancia, sono impulsiva e testarda, se mi metto in testa una cosa non mi do pace finchè non la ottengo.
E un minuto fa, al telefono proprio con lei, ho detto "Lo vedi, sembrava impossibile invece a distanza di un anno la mia vita ormai è qui e la cosa bella è che sento di essere padrona della mia vita. Ho davvero fatto la cosa giusta, Mà" .
Non mi stancherò mai di ripeterlo, da animali quali siamo, dovremmo ricordarci di seguire di più il nostro istinto. Chiudere gli occhi, tapparci le orecchie e SENTIRE.
2 AMICHE IN BALCONE
Ritrovarsi 15 anni dopo a guardarsi negli occhi e sapere che non siamo cambiate neanche un po'.
Sapere che siamo ancora le due ragazzine che si scambiano confessioni sedute in balcone. Cambia il cielo sopra la nostra testa e le nostre vite sono decisamente piu' incasinate di allora ma sappiamo che il legame che ci unisce ci sara' per sempre; e' indelebile come un tattoo, e' infinito come il battito delle ali di un colibri', e' incredibile come mille coincidenze, e' quella stella che non cade mai, quella che ha brillato allo stesso modo per me e per te anche quando eravamo a migliaia di km di distanza.
Saremo sempre quelle che predicano bene una per l'altra per poi razzolare malissimo, quelle che si leggono nel pensiero, quelle che sanno prendersi in giro, quelle che "trent'anni e non sentirli": siamo ancora le bambine speciali che non hanno bisogno di nessun'altro.
Tu per me sei la sorella che non ho mai avuto.
Avere un'amica vera e' la fortuna piu' grande che puo' capitare nella vita.
Sapere che siamo ancora le due ragazzine che si scambiano confessioni sedute in balcone. Cambia il cielo sopra la nostra testa e le nostre vite sono decisamente piu' incasinate di allora ma sappiamo che il legame che ci unisce ci sara' per sempre; e' indelebile come un tattoo, e' infinito come il battito delle ali di un colibri', e' incredibile come mille coincidenze, e' quella stella che non cade mai, quella che ha brillato allo stesso modo per me e per te anche quando eravamo a migliaia di km di distanza.
Saremo sempre quelle che predicano bene una per l'altra per poi razzolare malissimo, quelle che si leggono nel pensiero, quelle che sanno prendersi in giro, quelle che "trent'anni e non sentirli": siamo ancora le bambine speciali che non hanno bisogno di nessun'altro.
Tu per me sei la sorella che non ho mai avuto.
Avere un'amica vera e' la fortuna piu' grande che puo' capitare nella vita.
MULTICOLORE
Luci multicolori escono dalla finestra della mia stanza stasera, ho un colore per ogni stato d'animo, una sfumatura per ogni pensiero che lo accompagna, una canzone per ogni farfallina che mi svolazza nella pancia. Ancora una notte senza sonno nella stanza di Gran de Gracia, con la musica mai abbastanza alta per coprire il rumore delle moto che corrono sotto al mio balcone.
Penso a quando ero piccola, a quando mio padre per la disperazione si inventava le favole pur di farmi addormentare, lui, insonne stagionale ed io, piccola principessa innamorata dei suoi racconti che facevo di tutto per non prendere sonno, curiosa di sapere come andava a finire la storia. Racconatmi una storia ed io proverò a raccontarti la mia. Stanotte.
La notte tutte le emozioni sembrano amplificate, la notte le distanze sono piu' corte, ti sento qui quando ti penso.
E' come se il buio avesse il potere di intensificare ogni cosa, forse perché con poca luce bisogna sforzarsi di più per vedere bene, ma quando i tuoi occhi si abituano all'oscurità allora ogni cosa appare così chiara... la notte so esattamente cio' che voglio.
Ma durante il giorno torna la confusione che mi porta vedere le cose alla luce del sole, troppo forte il riflesso negli occhi per riuscire a distinguere quello che al buio riuscivo a vedere per ciò che era, i contorni non sono ben definiti, troppi raggi di luce mi stordiscono.
Fammi tornare qui, nella mia stanza, in una notte perpetua, con i pensieri illuminati da una soffusa luce multicolore.
Penso a quando ero piccola, a quando mio padre per la disperazione si inventava le favole pur di farmi addormentare, lui, insonne stagionale ed io, piccola principessa innamorata dei suoi racconti che facevo di tutto per non prendere sonno, curiosa di sapere come andava a finire la storia. Racconatmi una storia ed io proverò a raccontarti la mia. Stanotte.
La notte tutte le emozioni sembrano amplificate, la notte le distanze sono piu' corte, ti sento qui quando ti penso.
E' come se il buio avesse il potere di intensificare ogni cosa, forse perché con poca luce bisogna sforzarsi di più per vedere bene, ma quando i tuoi occhi si abituano all'oscurità allora ogni cosa appare così chiara... la notte so esattamente cio' che voglio.
Ma durante il giorno torna la confusione che mi porta vedere le cose alla luce del sole, troppo forte il riflesso negli occhi per riuscire a distinguere quello che al buio riuscivo a vedere per ciò che era, i contorni non sono ben definiti, troppi raggi di luce mi stordiscono.
Fammi tornare qui, nella mia stanza, in una notte perpetua, con i pensieri illuminati da una soffusa luce multicolore.
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SE QUESTI MURI POTESSERO PARLARE...
Sono appena tornata da un faccia a faccia con la parete del mio negozio, quella con la lampada fatta di rose di metallo, ha una gran memoria sapete?
Abbiamo parlato di quando tre ragazze passavano qui i pomeriggi a ridere e a confidarsi, di come era bello vederle vivere di sogni, mi ha raccontato di quando mi ha vista piangere nel momento in cui ho ricevuto la telefonata del mio medico che diceva che dovevo operarmi d'urgenza, ha visto litigi e riconciliazioni, quante volte mi ha guardata mentre fantasticavo e mi perdevo nei miei pensieri. Ha anche riso con me e Cristina quando facevamo le stupide, con le nostre scenette improvvisate (e solo dopo ci accorgevamo che c'era qualcuno che guardava la vetrina, che vergogna!), ha odiato con me i clienti che non erano mai contenti.
Ho passato 5 anni qui dentro, seduta dove sto scrivendo ora, con la stessa identica visuale sulla starda che sto guardando in questo momento con un pizzico di malinconia.
Inizio a realizzare che domani sarà l'ultimo giorno qui in negozio, poi si chiude. La fine di un'epoca.
Ieri Giulia si guardava intorno e mi ha detto "Se questi muri potessero parlare..."
Ne avrebbero di storie da raccontare le pareti del Quartiere Latino... Ci sono dei momenti vissuti qui dentro che mi porterò sempre nel cuore... che giornate!!!
Questi muri, questo che per altri è un semplice negozio è stato il mio mondo per tanti anni.
Se realmente questi muri potessero parlare racconterebbero la mia vita degli ultimi anni.
Ma forse e' meglio cosi'....i ricordi e le sensazioni si gustano meglio in silenzio.
Abbiamo parlato di quando tre ragazze passavano qui i pomeriggi a ridere e a confidarsi, di come era bello vederle vivere di sogni, mi ha raccontato di quando mi ha vista piangere nel momento in cui ho ricevuto la telefonata del mio medico che diceva che dovevo operarmi d'urgenza, ha visto litigi e riconciliazioni, quante volte mi ha guardata mentre fantasticavo e mi perdevo nei miei pensieri. Ha anche riso con me e Cristina quando facevamo le stupide, con le nostre scenette improvvisate (e solo dopo ci accorgevamo che c'era qualcuno che guardava la vetrina, che vergogna!), ha odiato con me i clienti che non erano mai contenti.
Ho passato 5 anni qui dentro, seduta dove sto scrivendo ora, con la stessa identica visuale sulla starda che sto guardando in questo momento con un pizzico di malinconia.
Inizio a realizzare che domani sarà l'ultimo giorno qui in negozio, poi si chiude. La fine di un'epoca.
Ieri Giulia si guardava intorno e mi ha detto "Se questi muri potessero parlare..."
Ne avrebbero di storie da raccontare le pareti del Quartiere Latino... Ci sono dei momenti vissuti qui dentro che mi porterò sempre nel cuore... che giornate!!!
Questi muri, questo che per altri è un semplice negozio è stato il mio mondo per tanti anni.
Se realmente questi muri potessero parlare racconterebbero la mia vita degli ultimi anni.
Ma forse e' meglio cosi'....i ricordi e le sensazioni si gustano meglio in silenzio.
ORGANIZZARE
Sto dedicando meno tempo al blog e ne dedicherò sempre meno nei prossimi due mesi. Sono troppo impegnata ad organizzare, pensare, guardare avanti, asciugarmi le lacrime, sperare, fare della mia vita degli scatoloni da stipare chissà dove. Decidere cosa tenere, cosa buttare, cosa conservare. Non pensate sia cosa facile, faccio una fatica tremenda a separarmi da qualcosa che per qualche motivo ho sentito mia. Cose apparentemente inutili che ho fatto diventare speciali.
Aprire cassetti e armadi è quasi come sfogliare un album di fotografie.
Sono sommersa dai ricordi, dovrei portare con me a Barcellona gli oggetti di una vita: foto, vestiti, musica, libri, cianfrusaglie di ogni genere, volantini, biglietti del cinema, lettere d'amore, un groviglio di collane che ormai è diventato un rompicapo, ritagli di giornali, una ventina di diari....
Ma bisogna imparare a viaggiare leggeri, via i pesi inutili, dalla valigia e dalla mente.
E viggiare leggera è ciò di cui ho bisogno. Via non solo gli oggetti, ma anche i ricordi futili.
Punto e a capo.
Aperta parentesi.
Aprire cassetti e armadi è quasi come sfogliare un album di fotografie.
Sono sommersa dai ricordi, dovrei portare con me a Barcellona gli oggetti di una vita: foto, vestiti, musica, libri, cianfrusaglie di ogni genere, volantini, biglietti del cinema, lettere d'amore, un groviglio di collane che ormai è diventato un rompicapo, ritagli di giornali, una ventina di diari....
Ma bisogna imparare a viaggiare leggeri, via i pesi inutili, dalla valigia e dalla mente.
E viggiare leggera è ciò di cui ho bisogno. Via non solo gli oggetti, ma anche i ricordi futili.
Punto e a capo.
Aperta parentesi.
MAY 1999

And I forget how I got here in the first place.
Ignoring the obvious becomes a habit and I see everything except what's there. Things fluctuate faster than what I can grasp, up becomes down, left melts with right. It becomes hard to keep a track and while I am here, I might be on the Otherside as well.
Otherside, my new found land, the one I share with you my faceless stranger, nothing but a voice and a hand.
There's no need for more, get me drunk of sweet words, soft touches, soft words, sweet touches, it all plays along, everything has a sound.
I would scream your name if I knew it, I would give you mine if I had one, but everything has been consumed.
My smile is what remains, waiting to be stolen.
We do not know eachother, we don't, but the best times we had are the ones where we did nothing at all, and the most memorable ones are the ones when we did our worst.
Time seems to know where it's going so I follow.
This room is a desert, nothing but heat and thirst have no windows here baby, no way to escape. The white walls only reflect darkness and I'm listening to the sounds of hell and I feel you, my faceless stranger, I feel you so far away.
Outside of some dream of confetti, my eyes just beg you to come. Time keeps stabbing me in the back and the wound just grows while outside my dream of fairy fade away. Here I wait, for that that never comes, just leave me in my faceless stranger's arms, leave me there,I will dip into the black lake of her pupils.
Is the final click. Time, I finally caught it up.
Outside of some dream of confetti, my eyes just beg you to come. Time keeps stabbing me in the back and the wound just grows while outside my dream of fairy fade away. Here I wait, for that that never comes, just leave me in my faceless stranger's arms, leave me there,I will dip into the black lake of her pupils.
Is the final click. Time, I finally caught it up.
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TEACHINGS

Qualche giorno fa ero a pranzo con mia nonna, era tanto che non la vedevo, il sorriso rassicurante della nonna mi ha riportata indietro nel tempo alle giornate passate con lei quando io ero piccola.
Ricordo la merenda con thè caldo e biscotti, pane e marmellata, le dormite nel lettone dei nonni quando ero malata,i pomeriggi passati a giocare sotto il tavolo della sala, la stanza in mansarda che mi faceva paura, ricordo che ci entravo solo se c'era lei, che faceva le pulizie (in modo maniacale) e cantava le canzoni della Zanicchi. Ricordo i pranzi in famiglia, anche le forchette a casa della nonna avevano un buon sapore. Ricordo le storie che mi raccontava, mescolando le fiabe alle storie della sua infanzia, lei che la guerra l'ha vista con gli occhi di una bambina, lei raccontava e io mi addormentavo in braccio a lei, cullata da una beatitudine che solo il cuore di una nonna di una volta può scatenare, una sensazione così piacevole che solo dormendo su una quinta di reggiseno si può provare.
E allora mi sono chiesta: che razza di nonna sarò io? Mia nonna mi ha insegnato l'educazione, mi ha insegnato a stare composta e a parlare bene (insegnamenti che applico usando l'imperativo invece di dire per favore, sedendomi per terra a gambe aperte e parlando con la finezza di un camionista). Io che cosa insegnerò ai miei nipoti? Come curarsi i tatuaggi? I trucchi per bucare a scuola e non farsi beccare? Li porterò con me all'aperitivo invece che alla messa delle 6? Li farò fumare la prima volta? Giocherò con loro a "scopri il tatuaggio tra le rughe?"; e soprattutto cosa diranno i miei nipoti quando saranno seduti in braccio a me? "Nonna, come sei spigolosa! Mi sono addormentato sulla tua spalla e adesso ho un livido in faccia! Nonna come mai la nonna di cappuccetto rosso è paffutella e con le guanciotte rosse mentre tu sei ossuta, pallida e sai di sigaretta?" .
Ora, penso che io da nonna sarò ben lontana dall'immagine della bella signora elegante che è mia nonna oggi. Penso che sarò una di quelle vecchiette scheletriche con i nervi a fior di pelle, una Rita Levi Montalcini tamarra, vestita di nero, fucsia e viola, con la casa piena di gatti raccattati per strada.
Probabilmente i miei nipoti avranno paura di me, la nonna pazza che va al centro anziani a ballare la techno e che invece di prendere la valeriana si fuma una canna.
Adesso ci rido su...
Spero che gli anni mi rendano una nonna come si deve, nel frattempo chiederò consiglio alla mia e mi farò insegnare un paio di trucchi.
SONGS
Continuo la lista di canzoni che hanno un significato speciale per me,
Giulia dovrà passare almeno 2 giorni a scaricare musica...
Glory Box mi riporta indietro di una decina di anni, a quando vivevo in un'isola felice dei Caraibi.
Mi dicevano che ero matta e che mi piaceva la musica triste.
Io, con le pupille grandi come due pozze nere in cui ci si poteva perdere, facevo di tutto per dare un ordine logico ai miei vuoti mentali dilatando il tempo ed estendendo il più possibile la sensazione di fuga.
Giulia dovrà passare almeno 2 giorni a scaricare musica...
Glory Box mi riporta indietro di una decina di anni, a quando vivevo in un'isola felice dei Caraibi.
Mi dicevano che ero matta e che mi piaceva la musica triste.
Io, con le pupille grandi come due pozze nere in cui ci si poteva perdere, facevo di tutto per dare un ordine logico ai miei vuoti mentali dilatando il tempo ed estendendo il più possibile la sensazione di fuga.
ELECTRICITY

"It's chemistry.
We're nothing but animals,u know that..
So what i feel probably starts in my brain but it's virtually reflected in my heart:
it beats faster,i feel it bigger,i see stars,i feel butterflies.
it's the feeling that makes you feel happy, almost stoned.
it's about feeling alive.
it's a trivial moment that becomes perfectly special just because u are living it at the right time and it's just like you've been dreaming of. (and you think "stop the time" ).
Have u ever jumped off the highest springboard of a swimmingpool?
it's the feeling that makes you feel happy, almost stoned.
it's about feeling alive.
it's a trivial moment that becomes perfectly special just because u are living it at the right time and it's just like you've been dreaming of. (and you think "stop the time" ).
Have u ever jumped off the highest springboard of a swimmingpool?
The sensation u feel after jumping is pure electricity."
Sentivo elettricità scorrere attraverso il mio corpo ogni volta che lui posava il suo sguardo su di me.
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NAIF.SUPER

Un paio di mesi fa ho letto un libro di Erlend Loe, uno scrittore norvegese.
Il protagonista del libro è ossessionato dalle liste, il libro intero è un susseguirsi di liste, una in particolare mi ha fatto sorridere e ho deciso di farla mia.
Sono le cose che da bambina mi entusiasmavano di più,ed erano proprio così: naif, semplici, super.
Curiosare nei cassetti
Vedere l'inizio di un temporale
Giocare a "storie"
Tirare fuori i grilli dalla tana
Mettere i tacchi di mia madre
Fare finta di cantare in inglese
Spiare
Le tinte pastello
Mangiare frizzipazzy
Le Barbie
Tirare fuori la lingua per mangiare fiocchi di neve
Camminare nei boschi
Fischiare con i fili d'erba
Avere un diario segreto
Costruire una capanna con due sedie e una coperta
Fare pozioni magiche mescolando detersivi e qualsiasi altra schifezza
I vestiti che "diventano piccoli"
Incollarmi le mani con il vinavil poi togliere la pellicola come una seconda pelle
I biscotti a forma di animale da inzuppare nel thè
Ascoltare la favola di Piedidighiaccio che mio padre aveva inventato per me
I fiori,i narcisi in modo particolare
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