Visualizzazione post con etichetta sensazioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sensazioni. Mostra tutti i post

NEO

Un neo, un puntino piccolo piccolo che apparentemente è innocuo ti può cambiare la vita.
Scrivo nel giorno in cui ho ricevuto gli esiti della biopsia di uno di questi puntini insignificanti che mi hanno tolto un mese fa. Al posto suo, ora c'è una cicatrice poco graziosa che mi ricorda che basta un attimo e la tua vita può prendere una svolta ben diversa da quella che avevi immaginato.
Scrivo nel giorno in cui mi sono sentita una stupida per tutte le volte in cui mi sono lamentata per cose poco importanti, che ho pianto per niente, che ho preso sul serio questioni inutili. E' solo tempo perso. E' che ci si dimentica delle cose davvero importanti, ci si dimentica che dovremmo svegliarci ogni giorno, sorridere ed essere felici per il solo fatto che siamo vivi. Io per prima spesso mi dimentico di quanto sono fortunata.
Scrivo per ricordarmi che ogni giorno è un regalo. Dopo aver letto la parola "benigno" sul foglio di carta bianco, la mia mente ha fatto cick, ed è come ricominciare, ora.

LA MIA CAVERNA

"Sono a casa, puoi anche uscire dalla tua caverna": questo è ciò che lui mi dice dopo avermi detto che sono starna, avermi chiesto che cos'ho e aver ricevuto un "niente" come risposta. Per la cronaca la mia caverna e' la stanza della casa che ho adibito ad armadio, dove ho la mia scrivania con il pc, le mie cose rosa da ragazzina, dove sono circondata da oggetti familiari che mi fanno stare bene, che mi fanno sentire al sicuro. Più una tana che una caverna, se vogliamo mettere i puntini sulle i. Questo luogo è un vago rimasuglio di ciò che era la stanza degli specchi di Gran de Gracia.
"Io ci sto bene nella mia caverna, lasciami qui", dico sorridendogli con un sorriso finto, perchè non pensi che sto qui a torturarmi con l'introspezione ascoltando la mia musica triste... che in realtà è ciò che sto facendo, e' la mia dose di malinconia che mi faccio quando resto da sola e lui lo sa perfettamente.
Un secondo dopo aver sentito la sua presenza la ricerca dell'attimo di solitudine svanisce, a volte mi lascio trasportare troppo lontano dai miei pensieri contorti, e vado da lui, che mi protegge da cio' che voglio.

STEP BY STEP

Basta talmente poco... stasera mi sento il cuore grande così. E' bastata una cena con una buona amica ed un calice di vino rosso bevuto sdraiata sul divano guardando la tv con Disko che fa le fusa mentre lo accarezzo.
Io in questa casa condivisa che sento mia, nella città che ho scelto per me. Voi potrete dirmi che è la cosa più normale del mondo,ma non per me in questo periodo, stasera l'aria scintilla tutto intorno a me.
Ed è questa la sensazione che stavo cercando. Dove mi sono cacciata fin'ora? Dove l'ho cercata? Nei posti e nei modi sbagliati, forse... tra le braccia di chi, speravo di sentirmi protetta?
Ho paura a dire la parola equilibrio, ci sto lavorando su, ma sento di aver fatto un piccolo, piccolissimo passo avanti.
Vivere qui, da sola, è sicuramente più difficile e meno poetico di quanto immaginassi, ma quello che sto scoprendo sul mondo che tengo dentro me mi stupisce ogni giorno che passa. E sono dinuovo sulla giusta strada, finalmente.
don't give up on the dream, don't give up on the wanting.

MEOW

Ho questo sentore, presto anche Kali in wonderhell avrà il suo stregatto.

NO STARS


Per un po' fisso le nuvole, che di notte nel cielo di bcn diventano rosa, ti dico che il cielo di Shittown lo preferisco, mi piaceva guardare in alto quando scendevo dalla macchina dopo un viaggio di notte e contemplare il cielo stellato. Fumo la sigaretta che mi hai rollato, fisso i miei piedi che ciondolano giu' dal balcone, fisso te, che fissi me. Sorrisi, stronzate, allusioni, distanze troppo corte e what the fuck am i going to do with u. Mi tremano le gambe, rido, cerco di spiegarti cose che sai già. Forse lo faccio più per me stessa...
Le stelle ci sono, anche se tu non le vedi.

WAITING

Aspetto che si faccia più tardi per uscire di casa e andare all'ennesima festa, scrivo e bevo birra per ammazzare la noia dell'attesa. Non ne ho mai abbastanza di questa gioia etilica.
Penso alle cose che stanno cambiando, alle nuove amicizie, a quanto sono effimere le emozioni qui a Barcelona. Penso ai contatti. Tutto è così facile, a volte troppo superficiale, così breve... forse per questo è terribilmente intenso.
Basta un attimo per entrare a far parte della vita di un perfetto sconosciuto. Basta un attimo per uscirne. E va bene così.
Questa cosa mi disorienta a volte, vedo un modo di vivere che mi appartiene fino ad un certo punto; penso sia solo questione di focalizzare ciò che voglio davvero ma non per questo smettere di vivere e sperimentare.
So che tutto questo potrà suonare un po' confuso, ma sono alla quarta birra, non si può pretendere di tradurre in parole i concetti contorti che passano ora per la mia testolina malata. E' ora. Let the party begin.

A LOVE SONG

Succede che una sera, mentre torni a casa dal lavoro e come sempre imposti l'ipod su "brani casuali", ti capita una canzone d'amore. Di quelle che fanno sognare ad occhi aperti.
E ti accorgi che quella canzone non ti appartiene, rallenti, ti guardi in giro perché quello che passa ora per la tua testa è come uno schiaffo in piena faccia.
Succede che una sera, mentre ascolti una canzone d'amore ti accorgi che non ti somiglia.
Succede solo quando non ami.
Quello che stai ascoltando non è un pensiero da dedicare ad un viso.
E non hai voglia di skippare in avanti, la ascolti tutta, un po' disorientata.
L'amore è lontano, come una stella, ti mostra una luce che è lontana nel tempo... bella, ma talmente distante da te...
La canzone giusta, pensi, nel momento sbagliato.

BRUNETTE

Un cambio che non è solo fuori, è il riflesso di qualcosa che cambia dentro e tutto intorno a me.
E mi piace.

UN ANNO ESATTO

365 giorni fa, a quest'ora stavo sorseggiando vino rosè sulla terrazza di un hotel in centro a Barcelona con mia madre e le stavo confessando i miei desideri piu' segreti; le ho parlato della voglia di fare un grande passo che mi avrebbe cambiato la vita, le ho parlato della paura ad abbandonare le certezze per inseguire qualcosa che era più di un sogno.
Le ho detto di aver deciso di seguire un istinto, di aver capito che la mia vita sarebbe sempre stata così: non è il cuore che decide, non è la testa... seguo quello che mi dice la mia pancia, sono impulsiva e testarda, se mi metto in testa una cosa non mi do pace finchè non la ottengo.
E un minuto fa, al telefono proprio con lei, ho detto "Lo vedi, sembrava impossibile invece a distanza di un anno la mia vita ormai è qui e la cosa bella è che sento di essere padrona della mia vita. Ho davvero fatto la cosa giusta, Mà" .
Non mi stancherò mai di ripeterlo, da animali quali siamo, dovremmo ricordarci di seguire di più il nostro istinto. Chiudere gli occhi, tapparci le orecchie e SENTIRE.

CONSIGLIARSI CONSIGLIANDO

Non so come mai ma mi riesce così bene ultimamente, dispenso consigli a destra e a manca e mi sento anche dire "Menomale che ci sei tu" ; una novità per me, mi si gonfia il cuore di felicità.
Cerco di interessarmi di più in quello che passa nella testa delle persone, osservo, mi immedesimo e dico la mia, sempre e solo quando mi viene richiesto.
E mi rendo conto che ogni consiglio ad un' amica è come un memorandum per il mio cuore, mi sto davvero impegnando a camminare "on the sunny side of the street". Prendere tutto il buono della vita, non preoccuparsi troppo, volersi bene, rispettarsi come persona... non che prima non badassi a queste cose, ma ero sempre troppo impegnata a riflettermi nello specchio che erano gli occhi delle altre persone. Mi sto riscoprendo, mi sto rivalutando. La crisalide, ancora una volta, si sta per trasformare in un farfalla.

2 AMICHE IN BALCONE

Ritrovarsi 15 anni dopo a guardarsi negli occhi e sapere che non siamo cambiate neanche un po'.
Sapere che siamo ancora le due ragazzine che si scambiano confessioni sedute in balcone. Cambia il cielo sopra la nostra testa e le nostre vite sono decisamente piu' incasinate di allora ma sappiamo che il legame che ci unisce ci sara' per sempre; e' indelebile come un tattoo, e' infinito come il battito delle ali di un colibri', e' incredibile come mille coincidenze, e' quella stella che non cade mai, quella che ha brillato allo stesso modo per me e per te anche quando eravamo a migliaia di km di distanza.
Saremo sempre quelle che predicano bene una per l'altra per poi razzolare malissimo, quelle che si leggono nel pensiero, quelle che sanno prendersi in giro, quelle che "trent'anni e non sentirli": siamo ancora le bambine speciali che non hanno bisogno di nessun'altro.
Tu per me sei la sorella che non ho mai avuto.
Avere un'amica vera e' la fortuna piu' grande che puo' capitare nella vita.

IL MONDO DI KI

E mi basta un abbraccio per sentirmi dinuovo piccolissima, per far cascare il mio castello di carte che mi sono costruita qui giorno per giorno ingoiando lacrime e stringendo i denti. Posso divincolarmi quanto voglio, distogliere lo sguardo ma le emozioni non le riesco a controllre. Non si puo' cancellare quello che si e' stati, nel bene e nel male, le persone non cambiano... ed io, con te, saro' sempre la tua piccola Ki.

IN MY HEAD, IN MY HEART



.......E ADESSO NON LO SO COSA SUCCEDERA'.......

FULL MOON MOOD

Stasera è la prima in cui mi sento davvero a casa qui.
Sono state settimane scombussolate queste , ho cambiato lavoro, ho cambiato ritmo di vita, ho quasi cambiato situazione sentimentale su facebook, ho cambiato casa; ho traslocato da sola portando avanti e indietro in metropolitana un trolley e un bustone blu dell'ikea,quelli enormi dove ci puoi mettere dentro un'infinità di cose e alla fine pesano più di te. Non che ci voglia molto,è cambiato anche il mio peso da quando sono qui, il problema ho cambiato alimentazione... è che si smette di mangiare e si inizia a nutrirsi quando ci si trova a dover cucinare solo per se stessi.
E ora sono qui, con la mia musica nelle orecchie (Charlotte Gainsburg canta e pettina i miei pensieri), circondata dalle mie cose, mezza avvolta nelle lenzuola nere che cerco il sonno che mi manca.
Sarà la luna piena, sono sempre starna quando c'è la luna piena.
Voglio davvero che questa sia la mia casa ... voglio vivere Barcellona, ora, come la mia casa.

READING ON THE 46

A veces, el destino se parece a una pequeña tempestad de arena que cambia de dirección sin cesar. Tú cambias de rumbo intentando evitarla. Y entonces la tormenta también cambia de dirección, siguiéndote a ti. Tú vuelves a cambiar de rumbo. Y la tormenta vuelve a cambiar de dirección, como antes. Y esto se repite una y otra vea. Como una danza macabra con la Muerte antes del amanecer. Y la razón es que la tormenta no es algo que venga de lejos y que no guarde relación contigo. Esta tormenta, en definitiva, eres tú. Es algo que se encuentra en tu interior. Lo único que puedes hacer es resignarte, meterte en ella de cabeza, taparte con fuerza los ojos y las orejas para que no se te llenen de arena e ir atravesándola paso a paso. Y en su interior no hay sol, ni luna, ni dirección, a veces ni siquiera existe el tiempo. Allí sólo hay una arena blanca y fina, como polvo de huesos, danzando en lo alto del cielo. Imagínate una tormenta como ésta.
Y cuando la tormenta de arena haya pasado, tú no comprenderás cómo has logrado cruzarla con vida. ¡No! Ni siquiera estarás seguro de que la tormenta haya cesado de verdad. Pero una cosa sí quedará clara, Y es que la persona que surja de la tormenta no será la misma persona que penetró en ella. Y ahí estriba el significado de la tormenta de arena.

LA RAGAZZA CON IL TUTU'


L'hai vista anche tu?
Erano le 7.30 A.M. ed era seduta da sola in metro, con il suo tutù e il cappuccio della felpa tirato sulla testa, qualche ciocca di capelli rossi bagnati appiccicati al viso.
Sembra una scena di un film: lei tra tutta questa gente appena sveglia che sta andando al lavoro, solo cravatte e tailleur intorno; certo, per lei la notte non è ancora finita ma è martedì mattina per tutti gli altri. E' l'unica a scendere alla fermata. Se la guardi ha un mezzo sorriso, adora il fatto che nessuno si curi di lei, adora sentirsi diversa. E cammina verso casa per andare a sognare.

SOVRAPPENSIERO

La mia mente ultimamente è sempre impegnata a macinare pensieri. Non riposa un attimo, mi guardo in giro, cerco senza grandi risultati di orientarmi nella nuova città dove vivo, penso al lavoro che farò, alla primavera che è alle porte, mi faccio film in testa su quella che  potrebbe essere la mia vita qui una volta trovato il mio equilibrio. Non voglio trovare il tempo per la malinconia...
Sapevo che prima o poi sarebbe capitato: stamattina alle 7 mi sveglio con la tremenda sensazione di aver lasciato indietro qualcosa di importante, di aver dimenticato qualcosa di vitale importanza. Stavo sognando la mia  micia prima di svegliarmi, ho sognato che  non mi riconosceva più. E' bastato questo per farmi pensare a casa, alla mia casetta, a G., alla mia famiglia, alle mie amiche, a tutto quello che ho lasciato decidendo di venire a  vivere qui. Panico. Sconforto. 
C'è qualche strana regola secondo cui le sensazioni vengono amplificate a mille quando si è coricati in un letto al buio. 
Mi sono dovuta alzare e fumarmi una sigaretta sul terrazzo mentre albeggiava, poi mi sono riaddormentata, finalmente sogni tranquilli. 
Buongiorno ancora, Barcellona.

NONOSTANTE TUTTO

Ogni mio passo in questa città è accompagnato dalla musica, è come se la mia vita qui avesse una sua colonna sonora... e di passi ne ho fatti in questi ultimi giorni. Kilometri di asfalto, metri di carta fotocopiata e consegnata quà e là. Tante domande, nessuna risposta: questo è ciò che vuol dire cercare lavoro a bcn in questo periodo di merda. 
Ma c'è qualcosa di buono qui, forse in questo vento fresco che sa di primavera, sento che qualcosa di bello sta per succedere, non chiedetemi cosa ma ho quella sensazione di farfalline nella pancia che non mi abbandona mai. 
Sono sempre più convinta che qui ci sia qualcosa che mi cambierà la vita.

INCOGNITA

La cosa più starna è non avere un biglietto di ritorno: sono in ballo ormai, non mi resta che muovere i primi passi di questa danza che non conosco. 
Oggi, dopo aver sistemato le cose nella mia stanza e averla sentita per la prima volta un po' mia, sono uscita in terrazzo a godermi il caldo del sole barcellonese e ho alzato gli occhi al cielo. Ho visto che le scie di due aerei si incrociavano a formare una enorme X sopra alla mia testa: l'incognita che è la mia vita qui. 
La guardo, sorrido.