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QUATTRO

Prendi quattro ragazze, quattro amiche che si ritrovando dopo tanto tempo, guardale parlare, ridere, abbracciarsi, ballare. E poi si dice che sia il tre il numero perfetto, niente di più sbagliato.
Credo che nulla possa descrivere meglio il nostro week end che le parole di una di noi, che copio e incollo. Grazie ragazze.

La mia Barcellona Profuma di muffin, di pancakes e di birra.
La mia Barcellona ha il suono fragoroso delle risate, il rumore dei tacchi sulla strada, delle gambe stanche che si trascinano, dei bicchieri che tintinnano un Brindisi, l'ennesimo.
Ha il colore rosso del rossetto più rosso, che tanto dura poco, se continui a bere dalla bottiglia.
Dopo la mia Barcellona Dovrei dormire, dopo il mio weekend a Barcellona, ma non riesco.
Sono stanca, ma la stanchezza non vince le emozioni che mi confondono, si mescolano con i ricordi ancora troppo recenti, con la tristezza consapevole di chi sa che passerà troppo tempo perché lo si possa fare ancora, sono stanca e troppo triste, sono stanca e troppo felice, sono stanca e già Barcellona mi manca.
Amiche che si ritrovano per festeggiare una di loro che si sposa. Che già questo basta a sconvolgere un po' la vita, se ci si ferma a pensare: LEI si sposa e se nella sostanza non cambia niente, forse proprio nella sostanza cambia tutto. E quindi le si organizza l'addio al nubilato pensando a cosa si vorrebbe per se.
Barcellona e VOI, ragazze.
Yo no soy la novia, ma non potevo comunque chiedere di meglio.

IL BERSAGLIO


Una valvola di sfogo: avevo deciso che fosse questo Wonderhell, ma a volte ho paura di picchiettare le dita su questo piccolo vecchissimo mac e sfogarmi. Non voglio farmi compatire, questa è la prima ragione che mi ha spinto a smettere di scrivere nei momenti no, la seconda è che non vorrei allarmare chi mi vuol bene e so che ogni tanto mi legge. Fate finta che vada tutto bene, dal momento in cui pubblico un post la sega mentale in questione rimane intrappolata lì, sullo schermo.
Ho sempre avuto un bisogno tremendo di controllo sulla mia vita, voglio sentirmi totalmente padrona e responsabile delle mie azioni e delle mie emozioni e ora che avevo in un certo modo trovato una stabilità lavorativa tutto cambia ancora una volta e sono spaventa; mi conosco abbastanza per poter dire che quando sento di aver perso il controllo in qualche aspetto della mia vita perdo anche il controllo delle situazioni. Come se volessi punirmi ulteriormente, la paura attacca il mio interiore e tira fuori questa versione debole, acida e pessimista di me.
Ho rinunciato a un lavoro sicuro in cambio di uno stipendio migliore e non sono ancora in grado di dire se ho fatto bene o no, tra meno di una settimana ci sarà una altro cambio importante nella mia vita. Guardo il futuro, guardo la persona che mi ama, guardo i nostri progetti e invece di gioire, come farebbe una persona cosciente della fortuna che ha, mi cago sotto dalla paura. Paura di sbagliare, paura di deludere, paura di non essere all'altezza. E mi chiudo a riccio, tiro fuori gli aculei e mi isolo dalle carezze, dai consigli, dai sorrisi di chi mi dice che andrà tutto bene. E' frustrante sapere che perdo il mio tempo, tempo in cui potrei stare serena, a ritorcere questi pensieri del cazzo.

IN SALDO


Non avevo mai odiato i saldi, anzi, che felicità poter spendere (quasi) senza rimorsi!
Ho in mente quest'immagine di me un anno fa, una domenica pomeriggio in centro con un'amica a fare spese: chissenefrega della gente, delle code alle casse, di dover cercare la maglietta che piace a me in una specie di monte Everest di tessuto, fare shopping mi piace. Ricordo anche che guardando le poverine che cercavano invano di mettere ordine nel negozio avevo pensato "Nemmeno se mi pagassero il doppio del mio stipendio lavorerei in queste condizioni, poverine..."
Ecco, io ora sono al loro posto con la differenza che prendo la metà dello stipendio che guadagnavo prima.
E mi sorprendo di quanto possono essere sadici i miei pensieri.
IO ODIO I SALDI. Odio la gente che sa tirare fuori il peggio di me, che dovrebbe prendere lezioni su S,M,L, che mi chiede qual'è il prezzo giusto tra quello sull'etichetta e quello sul cartellino con scritto -50%, che cerca la taglia L nella pila delle S buttando per aria tutto quello che ho appena piegato. PURO ASTIO.
Il primo giorno di saldi ho lavorato 12 ore non stop. Vi è mai capitato di sciare tutto il giorno e la notte, prima di addormentarvi, avere ancora la sensazione di sciare? Io chiudo gli occhi e vedo magliette, mutande, etichette assassine.
Ma almeno ho un lavoro in questi tempi di crisi nera per la Spagna, non dovrei lamentarmi ma questo blog è la mia valvola di sfogo, fatemelo fare....

YO NO TENGO SUEÑO, Y TU?


Nella stessa stanza Lui e la sua musica, Disko con i suoi sogni canini e io e le mie parole, siamo elettrici stanotte e sembra che le due del mattino sia l'ora ideale per tirare fuori qualcosa.
La mia condizione di disoccupata mi fa riscoprire la Kali notturna, quelle che si alza tardi, fa colazione all'ora di pranzo, pranza all'ora di cena e all'una sta rincorrendo il suo cane al parco con una birra in mano perchè il piccolo esploratore ha trovato un ratto morto e non ha nessuna intenzione di mollarlo. Conclusione: domani mattina la Kali notturna sarà alle 9am dal veterinario a combattere la rabbia (la malattia, perché la mia non si debella con un'iniezione ) con un biglietto da 50 euro in mano. Gli imprevisti della vita quando non puoi assolutamente spendere....
Riflessioni in una tiepida notte d'autunno barcellonese sul giorno di oggi, ovvero il mio primo vero giorno da disoccupata:
ore passate su infojobs: 1
ore passate a farmi seghe mentali sul fatto che mi sono licenziata: 2
ore passate a fare qualcosa di utile per la mia casa : 2.30
poi ho deciso di comprare un Nero d'Avola e iniziare a pensare a domani.
30 anni e non sentirli, ma ci sono ahimè, e inizio a sentirmi troppo grande per vedere una grossa X nel mio futuro, ma rimango divisa in due, con una voglia irresistibile di godermi la via e con un'altra voglia irresistibile di sentire la responsabilità che mi pesa sulle spalle.

CURRICULUM MORTAE

Ok, sono stata io a licenziarmi ma non reggevo più, non sono capace a chiudere la porta dell'ufficio e non portarmi a casa il peso delle cose che non vanno bene: i debiti, i creditori che pressano, non ci riesco... Se poi non vengo nemmeno pagata per il lavoro sporco che mi tocca fare.... Adios!
Quello che non avevo preso in considerazione era l'ansia che mi provoca la trafila tremenda che si deve fare nella bella Barcellona per trovare un lavoro... se vuoi fare la commessa, per la cronaca, ti aspettano un minimo di tre colloqui, uno di gruppo e due individuali, per vedere se sei motivata, se non sei pazza, se sei una vera fan della marca per la quale hai deciso di lavorare; e non sbagliarti a dire che hai mandato 40 cv su infojobs, tu vuoi quel fantastico posto da commessa in quel negozio e non vedi l'ora di passare 8 ore al giorno a piegare maglie. Si, è la mia massima aspirazione, dammi questo cazzo di lavoro. Scrivo questo reduce da un colloquio per un posto da commessa in un negozio di una marca americana, colloquio di gruppo dove ci hanno consegnato un questionario di 4 pagine nel quale, tra le varie domande, mi hanno chiesto: nome del fondatore della marca, nomi delle modelle che hanno prestato il volto per la campagna pubblicitaria, nome del programma tv che sponsorizza la marca e una valanga di altre cazzate. Ah, e devi avere almeno 3 anni di esperienza. Perchè non mi chiedi se so come si piega una maglia e a che livello di falsità posso arrivare pur di vendere qualcosa?
Oggi ti vendo me: ti racconterò ciò che voi sentire , sarò ciò che vuoi, si, mi riconosco nei valori della marca, si, sono disponibile a cambiare orario, a lavorare la domenica a sottostare alle regole del dio Marketing.
Dammi questo cazzo di lavoro.

GETTING OLDER WASN'T PART OF MY PLAN

17 Maggio 2010

Ridendo e scherzando, andando e vedendo, vivendo e sclerando ma soprattutto ballando, sono arrivati i 30.
Solo un anno in piu', o uno in meno, dipende dalla prospettiva.
Se 10 anni fa mi avessero chiesto di descrivere la mia vita a 30 anni sarei stata indecisa tra due possibilita': o 3 metri sotto terra o camminando a 3 metri da terra. Oggi dico con un sorriso sulle labbra che sono molto piu' vicina alla seconda possibilita', a sostenermi svolazzante dal suolo e' l'amore delle persone che fanno parte della mia vita.
E quindi e' a voi che scrivo oggi, perche' non e' solo la mia festa, ma anche la vostra: ognuno di voi, chi piu' chi meno, mi ha regalato qualcosa: un sorriso, una carezza, un consiglio, una risata, una spalla su cui piangere, un calcio in culo ben dato quando lo meritavo. Siete parte di me, oggi regalo ad ognuno di voi un pezzettino del mio cuore.

L'idea era di fare una lunga lista di nomi delle persone a cui dedico questo post, ma credo sia meglio affidarmi alle tue sensazioni. Sono sicura che se leggendomi hai ricordato qualcosa di bello... beh, allora questo post e' per te.

365 GIORNI DI ME

Un anno fa mi imbarcavo per l'avventura piu' azzardata della mia vita, con un biglietto di sola andata per la citta' dei miei sogni e poche certezze. Mi sembra che sia passata una vita, a volte ho la sensazione di non aver mai vissuto a Shittown, certi ricordi nemmeno troppo lontani sembra che non mi appartengano.
Ora, ad un anno da quel giorno in cui piangevo abbracciando mia madre e il mio amore all'aeroporto, tiro le somme.
Sono cambiata, ho subito una specie di metamorfosi invisibile agli occhi di chi mi guarda ma marcata a fuoco dentro di me: e' stato l'anno della svolta, ho imparato ad amarmi un po' di piu', a fare solo cio' che il mio cuore e la mia testa mi dicono di fare, a cadere e rialzarmi con le mie forze, ho imparato che gli amici, quelli veri, li senti vicini anche a migliaia di km di distanza.
E tante altre cose che tengo solo per me, perchè ho imparato anche ad essere gelosa delle mie emozioni.
Potrei raccontare di come in quest'ultimo anno ho conosciuto i due estremi della mia personalita'.... ma oggi ho solo un immagine di me in testa, quella che si ripete ogni mattina da un anno a questa parte: io che scivolo fuori dalle lenzuola per correre al lavoro e sorrido. E ho una certezza,finalmente: ho fatto la scelta giusta.

30 STARS


Doveva succedere proprio stasera. Ero seduta dove sono adesso quando ti parlavo del cielo senza stelle di questa città, ora alzo gli occhi e ne conto 30: una per ogni anno della mia vita e una, la più luminosa, che segna l'anno che verrà.
Sento che sarà magico, perché nel bene e nel male fin'ora ho imparato tanto, grazie alle persone speciali e alle follie, alle lacrime e alle risate fatte con la pancia e non con la bocca, agli amici veri e all'amore che ho dato e ricevuto, grazie alla mia testa matta e al mio cuore di bambina che mi accompagneranno sempre.

STEP BY STEP

Basta talmente poco... stasera mi sento il cuore grande così. E' bastata una cena con una buona amica ed un calice di vino rosso bevuto sdraiata sul divano guardando la tv con Disko che fa le fusa mentre lo accarezzo.
Io in questa casa condivisa che sento mia, nella città che ho scelto per me. Voi potrete dirmi che è la cosa più normale del mondo,ma non per me in questo periodo, stasera l'aria scintilla tutto intorno a me.
Ed è questa la sensazione che stavo cercando. Dove mi sono cacciata fin'ora? Dove l'ho cercata? Nei posti e nei modi sbagliati, forse... tra le braccia di chi, speravo di sentirmi protetta?
Ho paura a dire la parola equilibrio, ci sto lavorando su, ma sento di aver fatto un piccolo, piccolissimo passo avanti.
Vivere qui, da sola, è sicuramente più difficile e meno poetico di quanto immaginassi, ma quello che sto scoprendo sul mondo che tengo dentro me mi stupisce ogni giorno che passa. E sono dinuovo sulla giusta strada, finalmente.
don't give up on the dream, don't give up on the wanting.

DESPEDIDAS

L'unica cosa che noi avevamo in comune era la passione per questa città, l'esperienza di aver lasciato tutto indietro per diventare uno straniero in terra straniera.
Fili invisibili che legano vite, attimi passati con qualcuno che conosci per caso e la sorpresa di veder nascere in poco tempo un'amicizia sincera, di quelle in cui si da e si riceve, un'amicizia disinteressata. Puro star bene insieme. Condividere racconti di vita, consigli, ridere davanti a una birra, farsi compagnia quando è sabato sera e la festa è solo nella nostra testa.
Ho avuto la fortuna di conoscere delle persone speciali qui e ho la certezza che faranno sempre parte della mia vita, anche se per ora, il destino, o forse solo un altro viaggio, ci deve separare.
Barcelona è anche questo, despedidas, gente che va e viene in continuazione. Destini che si avvicinano, si intrecciano, si toccano. Abbiamo camminato insieme per un tratto di questa strada, abbiamo lasciato dietro di noi tracce indelebili.

THE GIRL WITH NO SELF CONTROL


Ho una voglia matta di scrivere, ho almeno 8 bozze scritte negli ultimi 4 giorni, ogni piccolo movimento intorno e dentro me mi suscita un'emozione, un'ispirazione. Mi riconosco in ogni canzone che ascolto.
Ma ho deciso che il mio blog non sia un muro del pianto e nonostante la voglia di scrivere aumenti nei momenti no, non voglio trascinarvi nel vuoto di questi giorni che fortunatamente sto lasciando indietro.
Ho vissuto divisa in due, la mia parte razionale ha stretto i denti, la mia parte irrazionale si è buttata a capofitto nel buio.
Eccessiva, senza controllo, senza ritegno, senza paura, senza rispetto, senza alcuna volontà. Ma io sono così, affogo solo se non tocco il fondo.
Ora mi lecco le ferite, prometto a me stessa promesse che ahimè, gia' ho tradito in passato.
Ma questa volta, l'unica piccola (ma basilare) differenza è che ho trovato il coraggio di ammettere a me stessa che nel mio vuoto, cerco la mano di qualcuno.
Ricomincio un'altra volta, un'altra evoluzione. E' come vivere mille volte la vita di una farfalla che tante ,troppe volte è tornata ad essere bruco.

SCREAMING IN SILENCE


Oggi e' un giorno di quelli in cui mi ricordo che provare un certo tipo di emozioni fa parte dell'essere vivi.
Ci si sente terribilmente vivi anche quando si ha un nodo nello stomaco che non ti lascia respirare.
Un nodo che pensavo fosse ormai sciolto, invece si era abilmente nascosto nell'angolo piu' buio della mia anima.
Vorrei farmi scivolare addosso questo misto di rabbia e risentimento.
Urlare fuori tutto quello che mi sono tenuta dentro e ora sale a galla.
Poi voltarmi e seguire per la mia strada.
Vivere in una città piena di pazzi ha i suoi lati positivi: oggi ho deciso di portare a spasso la mia, di follia.
Chi fa caso a una ragazza che urla come un ossesso davanti al mare? Nessuno, oltre alla mia anima.
E mi sento libera, adesso.

IO E UNA CAROTA

Stavo cambiando il mio stato su facebook, pensavo di scrivere "tristezza, sto cenando davanti al computer, con una mano digito, con l'altra stringo una carota cruda che sto sgranocchiando", poi una vocina dentro mi ha chiesto "davvero ti senti triste?" "no", ho risposto. Vi diro' che mi fa sentire molto padrona della mia vita decidere come quando dove e con chi consumare i miei pasti .
Questo è un vantaggio di di vivere in un appartamento dove ognuno si fa bellamente i caxxi propri, dove non esistono né regole né orari.
(Ora, ho paura che mia madre, preoccupata per la salute psicofisica della sua Bambi, segua Wonderhell... quindi è doveroso aprire una parentesi per rassicurarla. Ma', mangio. Giuro, la pigrizia fa sì che mangi delle cose sane che prima non avrei mai pensato di assaggiare, butto giù vitamine con a fianco ogni lettera dell'alfabeto. Tipo questa carota, invece di farla in padella con un kg di burro la mangio cruda, alla faccia del colesterolo. Giuro, non mi trascuro. )
Nell'immaginario comune mangiare da soli è un po' triste... Io penso che lo sia solo se la tua unica compagnia è una televisione dove guardare la vita degli altri e dimenticare quanto può essere incredibile vivere la propria.

BALLARE VIA LA SOLITUDINE

A volte la musica è la migliore compagna che si può avere durante una serata.
Sono uscita da sola, ho sbagliato fermata di metro, mi sono persa, sono andata in club dove non ero mai stata e ho cercato la perfetta posizione, dove sentivo alla perfezione le vibrazioni della musica. Il segreto è chiudere gli occhi, lasciarsi andare, azzerare i pensieri e ballare. Sono passate 4 ore in un nanosecondo. Anche questo è sperimentare. E poi tornare a casa con un mezzo sorriso stampato in faccia sapendo che questa notte ho fatto qualcosa solo per me.

IL MONDO AL CONTRARIO

"Signori passeggeri, tra 20 minuti atterreremo all'aeroporto di Barcelona" mi sveglia la voce all'altoparlante. E' stato un volo movimentato a causa del vento forte ma a me l'aereo che traballa concilia il sonno... Mi stropiccio gli occhi e guardo fuori dal finestrino: la mia fantasia galoppa quando sono appena sveglia, ho ancora il residuo dei sogni addosso.
Immagino che la distesa nera sotto di me sia in realtà il cielo e che le macchie luminose non siano strade e città bensì starne costellazioni aliene dal colore rosso fuoco. Ccerco di dare un senso alle figure, sfuoco la vista, gioco con i miei sensi.
Dovrebbe essere così il cielo di Barcelona, che è il mio mondo al contrario, il mio paese dei balocchi.

WAITING

Aspetto che si faccia più tardi per uscire di casa e andare all'ennesima festa, scrivo e bevo birra per ammazzare la noia dell'attesa. Non ne ho mai abbastanza di questa gioia etilica.
Penso alle cose che stanno cambiando, alle nuove amicizie, a quanto sono effimere le emozioni qui a Barcelona. Penso ai contatti. Tutto è così facile, a volte troppo superficiale, così breve... forse per questo è terribilmente intenso.
Basta un attimo per entrare a far parte della vita di un perfetto sconosciuto. Basta un attimo per uscirne. E va bene così.
Questa cosa mi disorienta a volte, vedo un modo di vivere che mi appartiene fino ad un certo punto; penso sia solo questione di focalizzare ciò che voglio davvero ma non per questo smettere di vivere e sperimentare.
So che tutto questo potrà suonare un po' confuso, ma sono alla quarta birra, non si può pretendere di tradurre in parole i concetti contorti che passano ora per la mia testolina malata. E' ora. Let the party begin.

SOTTO GLI EFFETTI DELLA VITA

Sentirsi inebriati dalla vita.
Puo' succedere anche questo nelle notti di luna piena di fine estate, sentirsi così innamorati che quasi manca il fiato.
Succede che in una serata perfettamente banale si esce controvoglia e un attimo dopo ci si ritrova in balia delle emozioni. Senza un vero perchè.
Questa sono io. Innmorata della mia vita, della notte, dell'aria che respiro, di ogni battito del mio cuore, de miei sogni ad occhi aperti, del cielo senza stelle di una Barcellona che non smette un attimo di essere magica.
Se solo sapessi come prolungare questa sensazione all'infinito...

COMPARTIR II

E dire che non sono una troppo precisina, mi faccio andare bene tutto ma così è troppo... passo il mio tempo libero a pulire la merda degli altri. E scusate se scrivo parolacce ma CAZZO non ce la faccio più.
E mi lamento con loro che mi danno ragione mi dicono "Si, prendiamo qualcuno che pulisca da ora, non da settembre, la casa fa schifo", ma sanno che ad agosto loro saranno in vacanza. E chi rimarrà a casa a vivere nello sporco più totale? L'unica che fino adesso ha mosso un dito per 1. togliere centimetri di polvere incrostata che ricoprivano ogni cosa. 2. Sturare i lavandini e le docce, togliere con le mani palle di capelli di chissachì dagli scarichi mioddddio vomito solo a ripensarci. 3. Pulire la lavatrice che invece di lavare sporcava i vestiti. 4. Debellare sciami di farfalline del cibo che infestavano i cassetti 5.Comprare stoviglie nuove e pentole nuove onde evitare che ci venga a tutti un cancro allo stomaco 6. Lavare i vetri per riuscire a vedere fuori,mi sembrava di essere a Milano a novembre, con la nebbia.. 7. Passare ogni minuto della pausa pranzo a pulire lo schifo che lasciano gli altri. Quelli di adesso e quelli che c'erano prima, che hanno passato 3 anni qui senza MAI pulire. MAI!
E basta.
E uffa.
E ho bisogno di sfogarmi, scusate.
Questa casa nuova sarebbe perfetta... se solo fosse pulita e io NO non aspetto settembre.
Stasera riunione tra compagni d'appartamento, sto sclerando. E sono pure in astinenza da nicotina.
Tremate...

FULL MOON MOOD

Stasera è la prima in cui mi sento davvero a casa qui.
Sono state settimane scombussolate queste , ho cambiato lavoro, ho cambiato ritmo di vita, ho quasi cambiato situazione sentimentale su facebook, ho cambiato casa; ho traslocato da sola portando avanti e indietro in metropolitana un trolley e un bustone blu dell'ikea,quelli enormi dove ci puoi mettere dentro un'infinità di cose e alla fine pesano più di te. Non che ci voglia molto,è cambiato anche il mio peso da quando sono qui, il problema ho cambiato alimentazione... è che si smette di mangiare e si inizia a nutrirsi quando ci si trova a dover cucinare solo per se stessi.
E ora sono qui, con la mia musica nelle orecchie (Charlotte Gainsburg canta e pettina i miei pensieri), circondata dalle mie cose, mezza avvolta nelle lenzuola nere che cerco il sonno che mi manca.
Sarà la luna piena, sono sempre starna quando c'è la luna piena.
Voglio davvero che questa sia la mia casa ... voglio vivere Barcellona, ora, come la mia casa.

LO ZOO

Giulia è arrivata all'aeroporto di sera, ho fatto un elenco dei posti dove volevo portarla certa che ne avremmo visti solo la metà, un po' per questioni di tempo, un po' perchè il mio acuto senso dell'orientamento ci avrebbe portate da tutt'altra parte.
"La città è splendida" le ho detto "ma la cosa che mi piace di più qui è fermarmi a guardare la gente, è come fare un giro allo zoo" . Tu cammina dalla Barceloneta a Marbella e incontrerai le persone più strane che ti possano capitare, Barcellona è piena di gente stramba, gente che vive "sul lato oscuro della luna" . Che sia per il clima, o perchè si trova nel punto perfetto dell'Europa dove portare la propria pazzia, fatto sta che in questa città ci sono così tante specie di pazzi come da nessun'altra parte al mondo. E io ne faccio parte. Non ho ancora ben capito da che parte della gabbia sto...